Piatti tipici abruzzesi


Piatti tipici abruzzesi

I piatti tipici abruzzesi sono quelli di una cucina povera, dai sapori genuini e legata ai prodotti locali, che diventa sontuosa nei giorni di festa. Potrete assaggiare specialità come le virtù solo se vi capiterà di passare da queste parti il primo maggio, ma in ogni periodo dell'anno vi capiterà di assaporare piatti abruzzesi unici che non troverete altrove. Approfittatene! Non accontentatevi di mangiare le solite cose. La conoscenza dell'Abruzzo passa anche attraverso la sua cucina tipica e la ricchezza dei suoi sapori.

Arrosticini
arrosticini abruzzesi

Gli arrosticini sono il piatto tipico abruzzese per eccellenza. Semplice cibo dei pastori conosciuto in tutto il mondo. Un tempo esclusivamente di castrato oggi sempre più spesso di pecora sono sottilissimi bastoncini di legno su cui vengono infilati piccoli pezzi di carne ovina (20-30 gr) e con un 25% di carne grassa, cotti sul fuoco a legna o sulla carbonella. Si trovano in quasi tutte le trattorie abruzzesi ed è possibile degustarli nelle sagre estive

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Bocconotti
bocconotti abruzzesi

I Bocconotti sono dolci fatti in casa, oggi preparati in alcuni forni e pasticcerie soprattutto in montagna fatti con ripieno di mandorle, cannella, zucchero, cacao amaro, limone e marmellata d’uva

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Brodetto
brodetto abruzzese

Secondo la tradizione il brodetto di pesce alla vastese nasce dal perfetto equilibrio dei prodotti del mare e di quelli degli orti. Ai marinai un tempo venivano consegnati a fine lavoro una porzione di pesce “povero”, di piccolo taglio e meno richiesta al mercato, per la propria famiglia, chiamata "la scaffatte”. Dalla Marina le strade per la cittadina passavano attraverso i campi. Lungo la strada i marinai scambiavano parte del pesce fresco con pomodori e peperoni degli ortolani. Questa l’origine del brodetto alla vastese, rigorosamente cotto in un tegame di terracotta, con pesce fresco e pomodori dolci. Buonissimi anche gli altri brodetti della costa, alla pescarese o alla giuliese, che si differenziano soprattutto per le modalità di cottura che nella zona nord della regione prevede tempi differenziati e l’inserimento da ultimo dei pesci a più immediata cottura come le triglie e merluzzi, mentre nel vastese tutto viene messo in pentola con la stessa cottura, per togliere il coperchio solo a tavola. Tra i piatti più ricercati delle locali tradizioni marinare, il brodetto è caratterizzato dall'impiego di molte varietà di pesce, almeno 9-10, tra cui seppie, triglie, sogliole, palombo, rospo, pannocchie, scorfano, merluzzo e frutti di mare

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Centerbe
centerbe Abruzzo

E’ il più famoso dei distillati abruzzesi, prodotto con erbe delle montagne abruzzesi. Viene da Tocco da Casauria, ai piedi della Majella ed è fortissimo (72 gradi). Tra i distillati della regione meritano la degustazione la genzianella, il nocino e l’aurum

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Ceppe di Civitella del Tronto
Ceppe di Civitella del Tronto

Le Ceppe di Civitella sono dei grossi bucatini fatti a mano arrotolando la pasta intorno a un bastoncino. La leggenda vuole che la pietanza fosse un’invenzione di un cuoco militare che, durante l’assedio alla Fortezza borbonica di Civitella, non avendo altri mezzi a disposizione, utilizzò un pezzo di legno per fare la pasta.

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Cillepiene
Cillepiene abruzzesi

Uno dei dolci più antichi della tradizione di San Vito Chietino. Veniva preparato per la vigilia di Natale; a forma di ciambella con una sfoglia preparata con farina, olio d'oliva e vino bianco e riempita con la marmellata di uva. Altri ingredienti venivano aggiunti a seconda dell’agiatezza della famiglia. Oggi a San Vito, nel mese di agosto, si tiene una festa popolare dal tema «Lu cellepiène e dintorni...i dolci sapori della tradizione sanvitese».

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Confetti di Sulmona
Confetti di Sulmona

I confetti a Sulmona vengono prodotti dal 1400. Sono piccoli dolci ricoperti di zucchero che contengono una mandorla, una nocciola, un pistacchio a volte cioccolato o cannella. Morbidi o duri, in queste zone vengono lavorati artisticamente con la preparazione di grappoli, fiori, cesti e disegni elaborati.

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Parrozzo
parrozzo abruzzese

Deve la sua fama a Gabriele D’Annunzio che gli dedicò un sonetto “La Canzone del Parrozzo”, dopo averlo assaggiato nel 1920 da Luigi D’Amico, pasticciere pescarese. D'Amico preparò un dolce dalle sembianze di un pane rustico anche detto pane rozzo, preparato dai contadini con il granoturco e conservato per molti giorni. D’Amico utilizzò le uova per ottenere il giallo del granoturco aggiunse la farina di mandorle e utilizzò il cioccolato per sostituire la bruciatura della crosta del pane cotto nel forno a legna

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Scrippelle ‘mbusse
Scrippelle ‘mbusse

Le scrippelle sono un piatto tipico del teramano e sono la versione abruzzese delle crepes. Possono essere consumate asciutte, e in questo caso utilizzate soprattutto nei timballi, o ‘mbusse, bagnate dal brodo di gallina

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Sise delle Monache
Sise delle Monache
Dolce tipico di Guardiagrele, inventato nel 1884 da Giuseppe Palmerio, un pasticcere con il nome originale di Tre Monti, a ricordare le tre vette della Majella sotto cui sorge il paese di Guardiagrele. Successivamente un poeta del posto, Modesto Della Porta, ribattezzò il dolce tipico con il nuovo nome per la supposta abitudine delle monache ad inserire della stoffa tra i seni per appiattirne la sinuosità e dando corpo a tre seni.
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Ventricina
ventricina Abruzzo

La Ventricina di Vasto, tra i primi presidi Slow Food, è un insaccato preparato con le parti più nobili del maiale (magre per il 70%). Dalla forma ovoidale e dal colore rosso arancio, ha un sapore piccante (peperone piccante e pepe vengono aggiunti all’impasto) e un periodo di stagionatura non inferiore ai tre mesi. La ventricina teramana, a differenza di quella vastese, è spalmabile. Guanciale, prosciutto, pancetta e lardo vengono finemente tritati e conservati nel ventre del maiale (oggi nella vescica), con l’aggiunta di aglio, rosmarino, sale e pepe ( nella versione di Crognaleto anche con peperone rosso dolce)

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Virtù
virtù abruzzesi

Le Virtù sono un antichissimo piatto della tradizione abruzzese e più precisamente della tradizione teramana, consumato il 1 maggio. Rappresentano tutto il valore del Cibo. Sono il piatto della parsimonia come etica del cibo e della virtuosa pazienza della preparazione di tutte le cose buone. Le virtù sanciscono la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Accolgono tutto quello che è rimasto conservato in dispensa e nello stesso tempo i profumi nuovi. Legumi secchi e legumi freschi, ogni tipo di verdura di stagione, erbe aromatiche, maiale ed altre carni, diversi tipi di pasta, in un mix irrepetibilmente profumato che richiede cotture differenziate e diversi giorni di preparazione..

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