Parco Gran Sasso

 

Visitare il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga

Se decidete di visitare il Parco Nazionale del Gran Sasso, questi sono i nostri consigli sulle cose assolutamente da non perdere.

Cose da fare

Le cento cascate
cento cascate

Distretto Strada Maestra
Dislivello 620 metri
Tempo di salita 2.30 ore
Tempo di discesa 1.30 ore
Difficoltà E (Itinerario Escursionistico su sentieri o su tracce di sentiero, anche lunghi, generalmente segnalati. Richiede allenamento alla camminata, per lunghezza e dislivello dell'itinerario, calzature ed equipaggiamento adeguati)
Itinerario parzialmente segnato (bianco-rosso)
Periodo consigliato: da maggio a ottobre

Il Percorso parte da Cesacastina, località cui si giunge facilmente dalla statale 80 delle Capannelle. Dalla chiesa di Cesacastina (1141 metri) si segue a piedi la strada che attraversa il paese e prosegue sterrata e pianeggiante affacciandosi sulla parte bassa del Fosso. A un bivio, dopo il campo di calcio, si lascia a sinistra la strada e ci si tiene sul viottolo di destra che inizia a salire sulla sinistra orografica. Si sale con numerose svolte, si tocca la sorgente Perdiero, si entra nella faggeta e si raggiunge la strada sterrata che proviene dall’altopiano delle Piane. La si segue a sinistra fino alla captazione dell’ENEL. Dal piccolo rifugio che si scorge nei pressi inizia il sentiero dell’escursione alle cascate, evidenziato da segnastrada di colore rosso. Il torrente non va assolutamente attraversato quando la portata del Fosso è al massimo. In questo caso è necessario risalirlo attraverso il sentiero.
Più in alto un ponte consente di superare il torrente ed arrivare alla Sorgente Mercurio, nella meraviglia dei pascoli ai piedi del Monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta.

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La Fortezza di Civitella del Tronto
Civitella del Tronto

La Fortezza di Civitella del Tronto è la seconda in Europa per grandezza con i suoi 500 metri di lunghezza i 25.000 mq di superficie. La località fu scelta dagli Angioini e dai papalini nel XIII sec. come linea di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, ma la fortezza di Civitella così com’è strutturata oggi fu realizzata solo nel 1559, sotto il regno di Filippo di Spagna
Fu l’ultima fortezza borbonica a cadere, il 20 marzo 1861, tre giorni dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia alle truppe piemontesi dopo un assedio durato ben 146 giorni. Distrutta e saccheggiata è stata restaurata solo cento anni più tardi. Oggi è visitabile in tutta l’imponenza delle piazze, dei bastioni e dei camminamenti.


L’area difensiva, sul versante est della Fortezza, più esposto agli attacchi per la maggiore accessibilità della collina, conta due bastioni difensivi e tre camminamenti coperti (imbuti dove gli assalitori dovevano necessariamente passare se avessero voluto conquistare il Forte).
Nella passeggiata per le piazze del Cavaliere, d'Armi e la Grande Piazza vi sembrerà di riuscire ad ascoltare il rumore dei cavalli sulla pietra e le grida degli uomini in battaglia.


L’area abitativa è ad ovest, con le stalle, la mensa e le cucine. La passerella su questo versante è il punto più suggestivo di tutta la Fortezza, da cui si gode un superbo panorama dal Gran Sasso all’Adriatico Selvaggio. Merita sicuramente una visita anche il borgo di Civitella del Tronto, non a caso inserito tra i Borghi più Belli d’Italia.

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Rocca Calascio
Rocca Calascio

Il castello di Rocca Calascio a 1460 m. d’altitudine è tra le fortificazioni più alte d'Italia.  
La struttura, a pianta quadrata è in pietra bianchissima, domina la valle del Tirino e della piana di Navelli, nel territorio della Baronia di Carapelle. Fu costruita inizialmente come torre isolata nel 1200, ma alla fine del 1440, sotto il dominio dei Piccolomini, sono state aggiunte la corte e le torri angolari.


Efficacissimo punto di osservazione militare, permetteva di comunicare con gli altri castelli, fino alla costa adriatica, mediante l'ausilio di torce durante la notte e di specchi nelle ore diurne. Ai piedi della rocca sono presenti anche i ruderi dell'antico borgo, al quale essa è collegata con un ponte di legno.


Da qui si può godere di uno spettacolare panorama su Campo Imperatore e il Gran Sasso, il silenzio delle valli circostanti l'imponenza e l'altitudine fanno di questo luogo una delle mete più emozionanti d’Abruzzo.

 

Curiosità
Ricca di suggestioni, Rocca Calascio è  stata scelta per ospitare, grandi set cinematografici, tra cui i films "Lady Hawke" , "Il viaggio della Sposa", "Padre Pio", "Il nome della rosa", "L'orizzonte degli eventi"  
 

Come arrivare: 
A24/A25 RM-PE uscita Bussi-Popoli/ proseguire in direzione Popoli/ Ofena/ Capestrano/ Calascio/ Rocca Calascio
da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Popoli/ Ofena/ Capestrano/ Calascio/ Rocca Calascio

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Le ceramiche di Castelli
ceramiche di Castelli

L'arte ceramica castellana ha origini antichissime ed ha le sue radici nella natura stessa del luogo:  si deve prima di tutto alla presenza di argilla nel terreno intorno all’antico borgo, oltre ovviamente all’abbondanza di acqua e di legna indispensabile per alimentare i forni in cui le creazioni degli artigiani venivano fatte cuocere. Probabilmente furono i monaci benedettini ad introdurre nel XII secolo la ceramica smaltata. Agli inizi del Cinquecento i ceramisti di Castelli svilupparono un proprio si rivolsero ad una committenza "alta" ed europea. Oggi è possibile ammirare i capolavori destinati alle nobili casate europee nei più importanti musei del mondo: dall' Ermitage al Louvre, fino al British e al Victorian and Albert Museum.
Giallo, verde, arancione, blu: sono questi i colori tipici della ceramica di Castelli, mentre le decorazioni, oltre ai fiori, a partire dal Seicento e dal Settecento si sono arricchite di scene mitologiche e di caccia, paesaggi e animali. Uno stile molto vicino all’arte pittorica vera e propria.

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