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Altopiano delle Rocche
L'altopiano delle Rocche rappresenta una scelta sicura per le vacanze sulla neve in Abruzzo. Nel cuore del Parco Regionale del Sirente-Velino, tra i due massicci che ne determinano il nome, l'area, di quasi 300 km², ha una bellezza paesaggistica senza pari in un ambiente comodamente raggiungibile sia da Roma che da Pescara (50 min).
Le stazioni sciistiche di Campo Felice e di Ovindoli e le piste da fondo dei piani di Pezza, fanno dell’altipiano uno dei comprensori sciistici più importanti di tutto l’Appennino. Attrezzature ed impianti consentono di sciare in tutta comodità e sicurezza. Lo skipass unico permette di sciare in entrambi i comprensori di Campo Felice e di Ovindoli.
Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli, Lucoli e Tornimparte sono i centri abitati in cui troverete una magnifica accoglienza. Questo è un territorio che merita di essere conosciuto per gli usi, i costumi, le tradizioni, per l’inconfondibile sapore della sua cucina, per la storia della sua gente intessuta per lungo tempo di fatiche, di povertà e di privazioni ma con una grande tradizione di ospitalità.
Rocca di Cambio con i suoi 1434 metri sul livello del mare, è il Comune più alto di tutto l’Appennino. Fino a 50 anni fa Rocca di Cambio viveva di magra agricoltura, di piccoli allevamenti ovini e bovini. Solo dall’inizio degli anni Cinquanta si sono avvertiti i primi segnali di cambiamento legati allo sviluppo turistico e la creazione della stazione sciistica di Campo Felice è stata la spinta che ha determinato la positiva inversione di tendenza nell'economia locale. Oggi, Rocca di Cambio con i suoi 478 abitanti, è un affermato centro di turismo e sport invernali da molti scelto anche come meta per le vacanze estive.
Rocca di Mezzo, come Rocca di Cambio offre la possibilità d’inverno di sciare e d’estate di godere di fantastiche escursioni. L’ultima domenica di maggio migliaia di persone partecipano alla festa dei Narcisi. Si tiene ogni anno dal 1947 quando un gruppo di giovani inventò questa festa per alleviare le sofferenze lasciate dalla guerra. Il narciso, da queste parti, a maggio è in piena fioritura e viene utilizzato per l’allestimento di carri allegorici che con il passare degli anni sono diventati sempre più sofisticati e spettacolari.
Pur avendo avuto un glorioso passato, tanto che nella prima metà del XVI secolo contava 2500 abitanti, nel secolo scorso è stata ridimensionata drasticamente dal fenomeno dell’emigrazione legato alla crisi della pastorizia transumante. Oggi è una tranquilla località turistica
Lucoli è un comune formato da molte (16) frazioni, il cui nome deriva dal latino Luculus, boschetto sacro. L'abitato ebbe origine da alcuni gruppi di contadini che si erano riuniti intorno al monastero benedettino di San Giovanni. Nel 1927 il comune di Lucoli venne soppresso con un decreto e il suo territorio fu annesso al comune di L’Aquila insieme ad altri 7 comuni aquilani. Nel 1947 riacquistò la sua autonomia. Meritano una visita Palazzo Cialente e la chiesa di San Giovanni Battista del sec. XII, al cui interno vi sono importanti affreschi attribuiti ad Andrea de Litio, due Madonne con Bambino, in terracotta e in legno, del 1600, una croce processionale di Paolo di Meo dei Quatrari del 1377, oltre a vari oggetti di oreficeria sulmonese del XV secolo.
La chiesa di S. Menna, (sec. XII, ric. sec. XVII), ospita numerosi affreschi, tra i quali, sulla parete sinistra la Crocifissione di Saturnino Gatti.
Tutto il paese ha subito danni importanti dal sisma del 6 aprile del 2009.
Tornimparte è un paese esteso, formato da ben 18 frazioni distribuite in una fascia di 10 km. Il nome deriva da Turres in partibus, ovvero da "Fortezze situate in più parti". Da non perdere la chiesa di San Panfilo (sec. XIII), nella frazione di Villagrande, con preziosi affreschi di Saturnino Gatti (sec. XV) e a Rocca S. Stefano gli affascinanti i ruderi della chiesa medievale di S. Stefano del sec. XII.
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