Vacanze Ortona - (CH)


Ortona è bella località balneare abruzzese con aree incontaminate e di grande bellezza. Solo il primo tratto, il Lido Riccio, è di spiaggia ampia e sabbiosa. Subito dopo e fino al Faro di Ortona c’è uno dei paesaggi marini più suggestivi della costa abruzzese, compreso tra i promontori di Torre Mucchia, con la caratteristica torre d’avvistamento cinquecentesca, e di Punta Ferruccio, dagli scogli simili a faraglioni. Più a sud c’è l’Acquabella che già dal nome racchiude il senso di questo tratto di costa. Ripari di Giobbe e la stessa Acquabella sono Riserve Naturali, veri e propri paradisi naturalistici.

Le vacanze ad Ortona non significano solo mare blu e spiagge incontaminate ma sono un'opportunità di conoscere realmente le tradizioni marinare abruzzesi. Ortona è infatti un piccolo centro ma è ricco di storia, di arte e di tradizioni. Posta su un promontorio sul mare, era abitata già nel X sec a.C. dai Frentani. Si chiamava allora Epineion. Della città dai tempi dei romani rimangono alcuni tracciati stradali e parti di antiche mura. Fu conquistata dai normanni nel 1075 ed annessa al Regno di Napoli. Giacomo Caldora diede l’avvio alla costruzione della cinta muraria nel XV secolo e fu proprio la cinta muraria a limitare la capacità distruttiva dei veneziani il 30 giugno del 1447. Il castello aragonese posto su una rupe a controllo del porto, realizzata da Francesco di Giorgio Martini, risale proprio a questo periodo.

Nel 1582 la Ortona viene acquistata da Margherita d’Austria.
Nella prima parte del 1800 un gruppo di carbonari diede vita ad alcune azioni antiborboniche ma perlopiù fino al 1863, nonostante l’adesione del settembre del 1860 al Regno d’Italia, i sabaudi vennero fortemente osteggiati.

La seconda guerra mondiale vede Ortona sulla linea Gustav approntata dai tedeschi e pertanto terra di duri scontri e di bombardamenti ininterrotti per almeno 6 mesi. Nel settembre del 1943 i Savoia fuggono proprio dal porto di Ortona per raggiungere Brindisi. La città viene rasa al suolo e liberata solo nel dicembre dello stesso anno, ma è ormai una città devastata. Winston Churchill la definisce La piccola Stalingrado per l’incredibile durata della battaglia che ha sopportato.

A questa pagina drammatica è dedicato il Museo della Battaglia, nell’ex convento di Sant’Anna, in via Garibaldi che ripercorre un viaggio nella memoria di questa tragedia.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
P.I. 01779280674 | Chi siamo | Info per operatori | F.A.Q. per l'utente | Sitemap
  You Tube
|
Flickr
|
Facebook
|