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Alba Adriatica
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Da non perdere |
Itinerario nella Valle del Tronto, tra Marche e Abruzzo
Da Alba Adtriatica è possibile partire alla scoperta degli splendidi borghi medioevali lungo la Valle del fiume Tronto, al confine tra Marche e Abruzzo, salendo dal mare fino ad una delle più affascinanti cittadine del Centro Italia, Ascoli Piceno.
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Ai piedi di un colle quasi a picco sul mare, ha una rigogliosa vegetazione di palmizi e numerose piante di arancio. La struttura urbana denota i caratteri tipici degli arroccamenti medioevali collinari: lo schema triangolare è gradonato, il castello è ubicato nel punto più alto all'interno della cinta muraria. Attorno a piazza Peretti si affacciano il Palazzo Priorale, l'Altana dell'Orologio, il Teatro dell'Arancio, l'elegante loggia e lo splendido belvedere. Poco distante si trova la seicentesca chiesa di Santa Lucia attribuita all'architetto Fontana. Nella passeggiata lungo le mura si può visitare il Torrione della Battaglia.
La Chiesa di S. Martino è un'affascinante costruzione romanica che sorge sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato alla dea Cupra, eretto 29 secoli fa. L'esistenza del tempio sarebbe provata, secondo alcuni archeologi, da una lapide a ricordo del suo restauro effettuato dall'imperatore Adriano. All'interno conserva un affresco del XII-XIII secolo e un crocifisso su tavola del Seicento. Dal XVIII secolo secolo cominciò l'espansione verso la zona costiera, il cui impianto urbanistico, si deve all'intervento di papa Pio VI, che qui è nato. Grottammare nel tempo è divenuta una rinomata località balneare, ricca di ville liberty. Vi hanno trascorso periodi di vacanza Franz Liszt, Grazia Deledda, Sibilla Aleramo.
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Definita il “belvedere del Piceno” per la sua straordinaria posizione collinare, è citta d'arte e di storia. Nel 1205 era già libero comune. Nel 1571 aveva raggiunto tanto splendore che Papa Pio V la elevò al grado di città e di diocesi.
Tra i monumenti che caratterizzano la cittadina, oltre la cinta muraria con porte e fortificazioni, ci sono alcuni palazzi patrizi, numerose chiese, il vicolo più stretto d'Italia, le terrecotte del complesso dei Grifoni (XIV sec.), la corte medievale delle Fonti, la pieve di Monte Antico e la chiesa di S. Croce, la Cattedrale (XVI-XIX sec.) con pregevoli altari e una tela attribuita al Guercino e il trecentesco Palazzo del Podestà. Il seicentesco palazzo Bonomi-Gera è sede della Pinacoteca Civica e vi si può ammirare un trittico di V. Crivelli. Nell'ottava di Pasqua dal XIII sec. si ripete annualmente la manifestazione pirotecnica del Cavallo di fuoco.
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Anche Acquaviva Picena mantiene caratteri medievali. Dominata da un'imponente fortezza, conserva ancora i resti delle mura, di antiche case e delle torri. La rocca, monumento simbolo del paese, risale al XIV sec. Un tempo cinta da fossato, ha pianta quadrilatera irregolare e racchiude un'ampia corte centrale, dominata dal mastio circolare che ospita il Museo delle Armi bianche. Gli artigiani lavorano vimini e giunco (producendo le tipiche "pagliarole"), secondo l'antica tradizione.
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Ebbe origine nel periodo longobardo (VI – IX sec.). Poco è rimasto delle antiche mura castellane e della rocca del XV sec., costruita su progetto di Baccio Pontelli, Percorrendo il corso del Serpente Aureo si raggiunge piazza del Popolo, sulla quale sorge il Palazzo Comunale (origine XII – XIII sec.), all'interno del quale l'architetto ticinese Pietro Maggi realizzò il teatro, inaugurato nel 1820. Sono ai limiti della piazza la chiesa dell'Addolorata (XIV – XIX sec.) e la chiesa del Suffragio o della Morte (XIX sec.), che conserva evidenti tracce di più antiche strutture. In piazza si festeggia il singolare carnevale offidano, le cui origini si rifanno a riti propiziatori e leggende. In Piazza Forlini si affaccia la chiesa ed ex convento di Sant'Agostino (XIV – XVII sec.).
Offida si caratterizza per la lavorazione del merletto al tombolo. Le sue più note specialità gastronomiche sono i Funghetti, dolci croccanti e dal sapore delicato a base di acqua, zucchero, farina e anice. Dal 1999 ospita l'Enoteca Regionale presso le suggestive sale dell'ex Convento di San Francesco.
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Capoluogo della provincia, racchiusa tra il torrente Castellano e il fiume Tronto, vanta una storia pluri-millenaria. Fu fondata dai Piceni, popolo derivato dai Sabini che, secondo la tradizione, sarebbero giunti nel Piceno tra il VII e il VI secolo a.C., guidati da un Picchio, uccello sacro a Marte. Conquistata dai romani nel 268 A . C., venne assediata e distrutta due anni dopo. Sotto il dominio papale di Carlo Magno, si eresse a libero comune nel 1185, inaugurando un periodo di grande prosperità economica e vitalità artistica, nonostante le lotte intestine e le continue rivalità con Fermo. Nel 1799 subì l'invasione francese, tornò nel 1815 sotto la Santa Sede e con l'unità d'Italia divenne capoluogo provinciale.
Il complesso urbano del centro storico, interamente in travertino, è tra i più suggestivi d'Italia. Delimitano la monumentale piazza del Popolo (XV – XVI sec.) il “cuore” della città, la chiesa di S. Francesco, romanica-gotica (1262 – 1550), con i chiostri del convento, la Loggia dei Mercanti (1513) e il palazzo dei Capitani del Popolo (XIII sec.). Nei pressi si trova anche il bellissimo Teatro Ventidio Basso. Piazza Arringo, dal nome delle assemblee popolari che vi si tenevano, è la piazza più antica e vi si eleva la Cattedrale di S. Emidio da Treviri, che conserva al suo interno uno splendido polittico di Carlo Crivelli (1473) e un paliotto d'argento (XIV sec.). Sempre sulla piazza si aprono Il Battistero San Giovanni di epoca medievale e il Palazzo dell'Arengo, sede della Pinacoteca Civica.
Tra gli altri monumenti degni di nota ci sono sicuramente la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio dalla bella facciata suddivisa in riquadri, il Ponte Augusteo di Porta Solestà, Porta Tufilla, il teatro e la Porta Gemina del I sec. a.C.. Altri monumenti degni di nota sono le torri gentilizie, la fortezza Pia, il forte Malatesta, gli eleganti palazzi nobiliari, la chiesa di Sant'Agostino, il Palazzetto Longobardo, la Torre degli Ercolani (una delle poche torri superstiti tra le decine che compaiono nelle cronache medioevali).
Alla sommità dell'antico quartiere medievale della Piazzarola sorge la chiesa di Sant'Angelo Magno (origine IX sec.) che conserva nel sottotetto i più antichi affreschi della città. Tra le manifestazioni primeggiano il Carnevale ascolano fortemente sentito dalla cittadinanza, le cui origini risalgono al rinascimento, e la rievocazione storica della Quintana (prima domenica di agosto): una giostra di cavalieri armati di lancia che si sfidano in un lungo e festoso corteo in costume d'epoca. Ascoli Piceno offre infine una ricca cucina tipica. Tra i prodotti più celebri le olive fritte e l'anisetta Meletti
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Sul versante teramano della Valle del Tronto meritano indubbiamente una visita i borghi di Colonnella e Civitella del Tronto: |
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A Colonnella, il centro storico vanta una lunga e caratteristica scalinata costruita all’inizio del ‘900 per entrare direttamente nel cuore del paese, sulla piazza principale che ospita la Chiesa di Santa Giustina e la Torre civica dell'orologio, entrambe ottocentesche. Le viuzze, dette rue, si rincorrono attraverso le piazzette e aprono meravigliosi scorci sul mare. Una passeggiata vi porterà a scoprire i palazzi più antichi, dal Palazzo Municipale ai Palazzi Volpi, Pardi e Grilli
La Chiesa di San Giustina, interamente in laterizio, costruita nel periodo che va dal 1795 al 1815, conserva un prezioso Organo del 1833.
Rilevante anche la statua lignea della Madonna del Suffragio conservata in un'apposita nicchia che sormonta un altare laterale, posto lungo la parete destra della Chiesa.
La statua lignea della Madonna con il Bambino viene portata in processione lungo le vie del paese sulle spalle dei devoti nella seconda domenica di luglio
Di epoca romana le Fonti, Vecchia e Ottone, delle quali la prima è ancora utilizzata dal paese. Tutto il territorio è disseminato di case di terra, dette pencire, le naturali tipologie costruttive nelle povere colline del passato che oggi diventano testimonianze della memoria e indicazioni per il futuro, visto il dibattito sul valore ecologico delle nuove costruzioni in terra cruda. Mentre si discute sull’inserimento o meno delle case di terra nel patrimonio di beni culturali, la maggior parte delle case di terra esistenti lotta contro il totale degrado e il cedimento.
In una visita a Colonnella non dimenticate che siete su una delle più importanti strade del vino abruzzese. Vi raccomandiamo almeno una visita in cantina!
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Per Civitella del Tronto vi rimandiamo alla sezione appositamente dedicata. Una visita al borgo vi richiederà un’intera giornata e anche di più se vorrete cimentarvi anche con la scoperta delle splendide Gole del Salinello
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Luglio - Sagra delle sagre |
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Agosto – Sapori di mare |
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Carnevale estivo |
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Festa della piazza |
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