Eremo di San Bartolomeo in Legio - Roccamorice (PE)


Raggiungendo l’eremo di San Bartolomeo in Legio da Roccamorice, l’edificio compare all’ultimo momento e l’effetto sorpresa contribuisce a rendere indimenticabile l’incontro.

L’eremo di San Bartolomeo in Legio, probabilmente il più fotografato degli eremi della Majella, è stato edificato per volere di Pietro del Morrone, su una costruzione preesistente, prima del 1250. Sembra che il futuro papa Celestino V si sia fermato qui al ritorno da Lione, in cui si era recato a piedi dal papa per difendere la regola dei Fratelli dello Spirito Santo, che diventeranno poi i Celestini, e che qui sia rimasto fino al 1276.

Siamo a 600 m slm, completamente protetti da uno sperone di roccia lungo 50 metri.
All’eremo di San Bartolomeo in Legio si accede attraverso una scala scavata nella roccia, la Scala Santa, che porta ad una balconata rocciosa alla fine della quale si trova la chiesa.

Sulla facciata ci resti di affreschi che risalgono al periodo di Celestino V, ormai logorati dal tempo. All’interno della chiesa si trova un semplice altare su cui è posta la statua di S. Bartolomeo, e una sulla parete sinistra c’è una piccola sorgente d’acqua che i devoti ritengono miracolosa.

Il 25 agosto i pellegrini assistono alla celebrazione della messa all'alba all'interno dell' eremo e si recano presso il torrente Capo la Vena, nelle cui acque si bagnano secondo un rituale antico. Portano quindi in processione la statua del Santo a Roccamorice dove resta esposta fino al 9 settembre.


Informazioni sull’eremo di San Bartolomeo in Legio
presso il Municipio di Roccamorice tel. 085-857213

 

 


 

 

 

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