Turismo religioso Abruzzo


Turismo religioso in Abruzzo - percorsi della fede
Il turismo religioso in Abruzzo trova una delle sue mete più emozionanti. L’Abruzzo è da sempre terreno ideale per la ricerca spirituale sia per la particolare posizione geografica, al centro tra il nord e il sud e così vicina a Roma, sia per la diversità degli ambienti, dalle vette del piccolo Tibet d’Europa all’Adriatico Selvaggio, nettamente contrastanti ma entrambi di grande suggestione. Non a caso l’Abruzzo è stato terreno fertile per lo sviluppo del monachesimo e dell’ascetismo, di cui sono testimonianze affascinanti tanto gli eremi spartani della Majella quanto le ricche abbazie cistercensi e benedettine di cui è disseminata la regione.


Mete del turismo religioso in Abruzzo

Il Santuario di San Gabriele

Santuario di San Gabriele – Patrono d’Abruzzo e Santo del Sorriso e dei Giovani
San Gabriele dell’Addolorata è conosciuto in tutto il mondo per essere il santo dei giovani. In alcuni periodi dell’anno, come ad esempio ai primi di marzo, per i cento giorni dall’esame di maturità, migliaia di studenti abruzzesi e marchigiani si ritrovano qui in preghiera. Ancor più grande è la festa a fine agosto, quando si tiene il raduno della Tendopoli, ormai giunto alla XIX° edizione, cui partecipano, per 5 giorni, ragazzi provenienti da tutta Italia.
San Gabriele però non piace solo ai giovani e il suo santuario è tra i quindici più frequentati al mondo. L’immagine semplice e serena del santo, che ha vissuto tutta la sua vita con gioia, è un faro per i due milioni di visitatori che si contano ogni anno in questa chiesa. Sulla sua tomba continuano ad accadere prodigi testimoniati dalle migliaia di ex voto regalati dai fedeli in segno di riconoscenza.
La Chiesa Antica fu fondata da San Francesco d’Assisi nel 1215 e i francescani vi rimasero fino al 1809, quando furono soppressi gli ordini monastici. Dal 1847 Chiesa e convento sono gestiti dai Padri Passionisti.

Della Chiesa originale restano il Pozzo di San Francesco, alcuni affreschi del VII secolo e il chiostro del convento. Sono molti, infatti, i rifacimenti di cui è stata oggetto nel corso dei secoli e che hanno portato ad aggiungere all’inizio del Novecento l’attuale facciata e la cupola, in vista della processo di santificazione.
La Chiesa nuova, realizzata su progetto della scuola di Giò Ponti accanto alla vecchia chiesa e completata dall’architetto Eugenio Abruzzini, è  un avveniristico santuario tutto acciaio e cemento bianco, che ospita la cripta del santo e che può contenere fino a 12.000 persone. L’imponente struttura ha la forma di una grande nave e custodisce opere preziose di arte sacra contemporanea ed in particolare vetrate e mosaici dell’artista cappuccino Ugolino da Belluno.
Tra i visitatori anche Papa Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger.
Il Santuario ospita una Biennale d’Arte Sacra Contemporanea di rilevanza internazionale.

 

La Scala Santa di Campli

Campli conserva nella Chiesa di San Paolo la Scala Santa, privilegio riconosciuto da Papa Clemente XIV nel 1772, che permetteva di concedere l’assoluzione dei peccati e, in alcuni giorni, l’indulgenza Plenaria con lo stesso valore di quella che si ottiene a Roma. Per ottenere l’assoluzione i fedeli, pregando, salgono in ginocchio, i 28 gradini in legno della Scala, con il capo chino (le donne con il capo coperto). Alle pareti, sei dipinti (tre per ogni lato) accompagnano la salita e raccontano i momenti della Passione di Cristo. L’ultimo gradino conduce all’altare del Salvatore, in grado di liberare i peccatori dal peso del peccato.
Quella di Campli è una delle Scale Sante meglio conservate d’Italia, anche se è una delle meno note. Il grande impegno del parroco Antonio Mazzitti ha consentito in anni recenti il completo recupero del luogo.

  “… Custode amorevole dei tesori celesti della Chiesa, per incrementare la religione dei fedeli e la salvezza delle anime, a tutti e singoli i fedeli dell’uno e dell’altro sesso, veramente pentiti, confessati e comunicati, che saliranno in ginocchio la Scala costruita nella città di Campli ….. con questa lettera e con l’autorità apostolica, concediamo paternamente di poter ottenere tutte e singole le indulgenze, la remissione dei peccati e  delle pene,  che potrebbero ottenere se  personalmente, devotamente ascendessero in ginocchio la Scala Santa della nostra Alma Roma. Quanto stabilito ha da valere in perpetuo, in futuro, nonostante qualsiasi cosa in contrario ….. Datato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, sotto l’anello del Pescatore, XXI Gennaio 1772, anno terzo del Nostro Pontificato“.
A firma, CLEMENTE PAPA XIV.

 

Campli è un piccolo borgo, molto tranquillo, in cui meritano una visita

  • la Cattedrale di Santa Maria in Platea, del XIV secolo, trasformata in epoca successiva. La facciata è infatti settecentesca è opera del Fontana Da Penne. E’ stato rinnovato nell'ottocento anche il bellissimo campanile in pietra tufacea e prisma ottagonale in cotto ornato da ceramiche di Antonio da Lodi. Custodisce due dipinti di Cola dell'Amatrice, degli inizi del XVI secolo
  • il Palazzo del Parlamento del 1300, oggi sede comunale.
  • le case quattrocentesche, dalle cornici in pietra e con il pianterreno spesso porticato, nella parte più antica del centro storico
  • il Museo Archeologico, nell’ex convento di San Francesco con i reperti della necropoli di Campovalano

 

Il borgo di Campli lega la sua storia ad un amore, quello tra Ottavio Farnese e Margherita, duchessa di Parma, figlia di Carlo V, perché il padre scelse come regalo di nozze proprio questo feudo. Solo qualche anno più tardi, nel 1557, il paese venne devastato dai francesi e di nuovo trecento anni più tardi dai borbonici in fuga dopo la caduta della fortezza di Civitella del Tronto

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Il miracolo eucaristico di Lanciano

Lanciano è conosciuta in tutto il mondo per il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi, avvenuto nel secolo VIII, in risposta ai dubbi di un monaco brasiliano, attraverso la trasformazione dell’ostia sacra in carne e del vino in sangue.
Le reliquie sono composte da cinque grumi di sangue e una sottile membrana di carne circolare, conservati in un ostensorio di scuola napoletana, nella chiesa di San Francesco. Alcune indagini scientifiche hanno accertato che nel Sangue sono presenti tutte le proteine caratteristiche del plasma e la Carne è costituita da tessuto muscolare del cuore, appartenenti alla stessa persona.
Ogni anno questo straordinario miracolo richiama migliaia di fedeli.

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Il Volto Santo di Manoppello

Manoppello ogni anno è meta di migliaia di pellegrini che arrivano qui per vedere il velo raffigurante l’immagine di Cristo che, insieme alla Sacra Sindone, è ritenuta uno dei volti originali di Gesù. Secondo gli studiosi l’immagine, delle misure di 17 per 24 centimetri, è “acheròpita”, cioè non disegnata o dipinta da mano uma­na ed ha una caratteristica unica, quella di essere visibile da entrambi i lati
Nel 1506 un pellegrino consegnò il velo al fisico Giacomo Antonio Leonelli ma solo nel 1638 venne in possesso dei cappuccini che, nel frattempo, avevano edificato la chiesa di San Michele arcangelo all’interno del convento. Proprio in quegli anni Donato da Bomba scriverà una Relazione Istorica sulla reliquia. Nel 1646 verrà esposta per la prima volta nella chiesa e custodita in una nicchia sul lato destro dell’altare maggiore. Solo 40 anni più tardi verrà costruita una cappella apposita, sul lato sinistro, per l’esposizione del Volto Santo.
Il 1770 si aprì con terremoti devastanti che convinceranno Bonifacio da Ascoli a portare in processione il Velo entro le mura del borgo. Per ragioni di sicurezza e per impreziosire la reliquia vennero prima cambiati i vetri e poi inserita una cornice d’argento. In entrambi i casi, una volta separati i vetri, l’immagine sparì. La processione, ancora oggi, si tiene la terza domenica di maggio.


La chiesa ha subito vari rifacimenti, perdendo le caratteristiche iniziali ma concentra tutto il suo potere suggestivo nel Volto Santo, oggi protetto in un ostensorio sull’altare, su cui è richiamata l’attenzione dei pellegrini fin dall’ingresso nella Chiesa, grazie all’illuminazione concentrata sul fondo
Alcuni studiosi ed in Particolare Heinrich Pfeiffer, docente di Iconologia e Storia dell'Arte Cristiana alla Pontificia Università Gregoriana, sostengono che si tratti del velo della Veronica, che asciugò il volto di Gesù sulla via del Calvario. Il velo della Veronica è stato esposto in Vaticano, nella Basilica di San Pietro già nel 1300. Ne scrivono sia Dante Alighieri nel canto trentunesi­mo del Paradiso, sia Francesco Petrarca nel sonetto del Canzoniere che comincia “Movesi il vecchierel canuto e bianco”. A San Pietro si sarebbe trovato fino al 1608, quando fu rubato dal reliquario
Questa ipotesi, però sarebbe contrastante con le versioni che fanno risalire al 1506 l’arrivo del Volto di Cristo a Manoppello


Negli ultimi anni gli studi hanno registrato la perfetta coincidenza tra l’immagine di Manoppello e quella della Sacra Sindone, tranne che nel primo volto santo gli occhi sono aperti, quindi ancora vivi, mentre nella Sindone, che è un sudario, sono chiusi, come per individuo morto
Nel settembre 2006 papa Benedetto XVI si è recato in visita privata al santuario per venerare l’immagine, elevandolo a Basilica minore

A poca distanza da Manoppello c’è la bellissima Abbazia di Santa Maria d’Arabona, una delle abbazie più amate e conosciute d’Abruzzo, da non perdere quando si sceglie di visitare questa zona
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