Abbazia di Santa Maria Arabona

L'Abbazia di Santa Maria Arabona, a poca distanza da Manoppello, è una delle più amate e conosciute d’Abruzzo. Sorta su un tempio pagano dedicato alla dea Bona, da cui prende il nome, L'Abbazia di Santa Maria Arabona è gioiello architettonico cistercense risale alla fine del XII secolo. Di diretta derivazione dell’Abbazia di Casamari, la costruzione impegnò le stesse maestranze che successivamente lavorarono al monastero di Santo Spirito ad Ocre.
I lavori iniziarono dall’abside e dal transetto e, dopo l’edificazione della seconda campata della navata centrale, l’opera restò incompiuta.
Il tabernacolo e il candelabro con il cero pasquale sono gli elementi, in pietra bianca, di maggior pregio all’interno della Chiesa. Il tabernacolo, che non ha eguali in Abruzzo, è appoggiato alla parete dalla parte sinistra del coro e si regge su due colonnine finemente decorate con motivi floreali. Realizzato tra il XIII e il XIV secolo era destinato ad ospitare libri e oggetti sacri. Il candelabro è formato da una colonna avvolta in un tralcio di vite sorretta da due cani e un leone, che rappresentano le eresie che minacciano la fede e i cristiani (per alcuni però rappresenterebbero le solide basi della chiesa). Il capitello è formato da 12 colonnine che rappresentano i 12 apostoli disposte su due piani e sormontate da una colonna, decorata a palmette, in cui si inserisce il cero
La parete del coro ospita a sinistra una figura di santa coronata e al centro e a destra due importanti affreschi del pittore di Atri Antonio Martini, del 1377: la Crocifissione e la Madonna in trono col Bambino Gesù che regge un cagnolino bianco.
La famiglia Zambra, proprietaria dell’Abbazia di Santa Maria d’Arabona fin dal 1799 ne ha donato nel 1968 la proprietà all’ordine dei Salesiani.


Manoppello
L’etimologia di Manoppello deriva da manus e plere, ovvero mano piena. Il manoppio invece indica una piccola quantità di grano che sta in una mano. Entrambi i significati rimandano alla fertilità del territorio, sicuramente già abitato dai romani. A Manoppello, nell’ 874, quando divenne possedimento di San Clemente a Casauria, sorgeva già un castello. Il borgo di Manoppello anche oggi mantiene tutte le caratteristiche della struttura medioevale, con le vie e le case a schiera attorno al punto si trovava il castrum. In una passeggiata per le vie del centro storico siate attenti ai bei palazzi in pietra sul corso ma soprattutto non perdete una visita alla Chiesa di San Nicola, del XIII secolo e al Santuario del Volto Santo di Manoppello.

 


 

 

 

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