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Teramo
Teramo, città capoluogo della provincia, ha origini antichissime ed è stata abitata fin dai tempi preistorici. Fu Petrut per i Fenici, “luogo elevato circondato dalle acque”. I Romani la chiamarono Interamnia Urbs, "città tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola. Teramo venne conquistata nel 290 a.C. dai romani. che costruirono la città su un abitato preesistente, di cui è rimasta traccia in una necropoli risalente all'età del ferro. Sotto il dominio imperiale conobbe un lungo periodo aureo di cui restano tracce nei templi, nelle terme, nei teatri e in tutta una serie di monumenti oggi sommersi dalla nuova città, voluti da Adriano. Incendiata dai Visigoti fu in seguito conquistata dai Longobardi ed annessa al ducato di Spoleto.
Venne poi il periodo normanno e, a metà del trecento, il dominio angioino. Tornò, allora, la prosperità, ma fra il 1300 e il 1400 Teramo fu dilaniata dalle lotte fra le fazioni dei Melatino e dei De Vallo fino al 1421 quando Braccio Fortebraccio da Montone le estromise dal comando della città. Dal 1438 per cinque anni la città fu tenuta da Francesco Sforza per passare poi ad Alfonso d'Aragona.
Dopo la guerra di successione spagnola, la città di Teramo finì sotto il dominio austriaco e, nel 1798, sotto quello francese. Nel 1815, dopo la rivolta contro il governo di Murat, la città tornò al Regno di Napoli e ne seguì le sorti fino all'unità d'Italia.
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