Visitare - Sulmona

Chiesa di San Panfilo a Sulmona
La chiesa di San Panfilo è’ la prima chiesa che vedono i visitatori che giungono dalla stazione ferroviaria. Fu costruita su un tempio dedicato ad Apollo e Vesta e restaurata nel 1076 dal vescovo Tasmondo.
Agli inizi del nono secolo venne dedicata al Patrono della città, San Panfilo nato a Pacile, nei dintorni di Sulmona. La leggenda vuole che alla sua morte si trovasse a Corfinio e che alcuni canonici decidessero di riportarlo a Sulmona, città di cui fu vescovo. Si fermarono per la gran sete in un punto in cui miracolosamente apparve una fontana ed il corpo divenne così pesante che i canonici decisero di fermarsi. In quel punto oggi sorge la chiesa. Venne colpita e data alle fiamme più volte nei periodi più bui della città ed è il risultato di molti rifacimenti. Anche la facciata è stata costruita in almeno due momenti diversi e la parte più antica è quella del portale, opera di Nicola Salvitti. Due colonne esterne, con alla base due leoni, sostengono le edicole, appoggiate al muro, nelle quali si trovano le statue di San Panfilo e San Pelino.
L’interno è a tre navate divise da sedici colonne romaniche con tre absidi semicircolari senza transetto. La navata centrale ha una volta a botte, decorata a tempera. Quelle laterali presentano volte a crociera.
Al presbiterio, che è sopraelevato, si accede per una breve scalinata, al termine della quale si apre la grande cupola ottagonale con angeli dipinti.
La cripta, raggiungibile da tre diverse gradinate, è molto grande con tre file di colonne non allineate
Al centro della cripta c'è un piccolo altare che gli storici ritengono sia stato consacrato il 10 ottobre 1294 da Celestino V, subito dopo essere stato incoronato pontefice, di passaggio lungo la via per Napoli. La Cappella di San Panfilo custodisce il busto del santo, opera di Giovanni Marino di Cicco del 1458, in rame dorato e argento.
La chiesa conserva preziosi esempi dell’arte orafa sulmonese, tra i quali lo splendido calice di Ciccarello di Francesco, descritto da Gabriele D’Annunzio nelle Faville del maglio: “A Sulmona, nella cattedrale di San Panfilo, davanti a un dono sconosciuto di Innocenzo VII, ci pareva d’apprendere una modulazione sconosciuta, e quasi una maniera incognita di fiorire, guardando l’oro del calice sorgere dall’argento della corolla come non mai metallo flavo sorse da metallo bianco primaverilmente effigiato d’angeli musici”.


Il complesso della Santissima Annunziata
Il complesso formato dal palazzo e dalla chiesa della Santissima Annunziata è probabilmente la principale attrattiva architettonica della città. Il palazzo, prima lazzaretto e poi ospedale, Museo Civico e oggi anche Auditorium, ha una facciata con molti stili sovrapposti. La sua costruzione è iniziata nel Quattrocento e si è protratta per quasi due secoli subendo anche una sostanziale ricostruzione dopo il terremoto di inizio settecento. L’ingresso principale è il portale ogivale, l'antica Porta dell'Horologio, di stile gotico (1415 circa) e con una statua di statua di San Michele Arcangelo collocata in un arco.
La Chiesa, fondata nel 1320 dalla confraternita dei Compenitenti, non conserva tracce della originaria costruzione, sia a per i danni subiti nel terremoto del 1456 e del 1706, sia per gli interventi di trasformazione architettonica che ne hanno modificato la struttura nel corso dei secoli. La chiesa ha oggi un aspetto barocco, con una facciata imponente a due ordini di colonne. L'interno, a croce latina, è diviso in tre navate ed è ricco di stucchi. Pregevoli affreschi rinascimentali, di allievi di Luca Giordano e di Pietro da Cortona arricchiscono questa bella chiesa che custodisce anche un coro ligneo di Bartolomeo Balcone del 1577 e l’altare della Vergine in marmo di Giacomo Spagna. Il campanile di fine ‘500 è alto più di 65 metri.

 

Chiesa di San Francesco della Scarpa
La Chiesa di San Francesco della Scarpa fu costruita nel 1200 dai francescani e ampliata per volontà di Carlo II d'Angiò nel 1290 in maniera da diventare, secondo alcuni storici,"la più importante chiesa francescana medievale d'Abruzzo". Si chiamava così perché a dire messa c’erano frati calzati e non “zoccolanti”. La chiesa aveva tre navate e tre absidi ma in seguito ai terremoti fu ricostruita con una sola navata e con dimensioni ridotte di circa due quinti. Il portale laterale trecentesco, escluso dal "nuovo" complesso ecclesiastico, è dai più attribuito a Nicola Salvitto, autore del portale della cattedrale di San Panfilo.
Gli interni sono impreziositi da due importanti tele: una di Porretta d'Arpino del1766, raffigurante S. Antonio ed il Bambino, l'altra cinquecentesca, di Olmo Giovanni Paolo, raffigurante la Visitazione di Maria a S. Elisabetta. Molte le opere importanti in legno tra cui un crocifisso del quattrocento e i due confessionali intagliati e dipinti provenienti dal S. Spirito della Badia Morronese.


Uno degli scorci più suggestivi della città è l’Acquedotto Medioevale del XIII secolo, composto da 21 arcate per una lunghezza di circa 100 metri.

 

Badia Morronese
La Badia Morronese di Sulmona si trova a cinque km dalla città, presso l’omonima frazione. Di dimensioni imponenti (mt. 119 x 140 circa) è circondato da torri a base quadrata, con tre cortili racchiusi da un’alta cinta muraria e sembra risalire alle dominazioni svevo-normanne tra il primo e il secondo millennio.
Fu fondata da Pietro dal Morrone, poi divenuto papa Celestino V ampliando la cappella originaria di Santa Maria del Morrone. La chiesa fu dotata di un convento dove nel 1293 per volontà del pontefice divenne la sede centrale dell’ordine dei Celestini. Fu ricostruito da Carlo II d’Angiò ed arricchito nel 1500 e restaurato dopo il terremoto del 1706. Oggi è un carcere che può essere visitato solo per comprovate ragioni di studio
L'interno, che è a croce greca con cupola, ospita la Cappella Caldora, con affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Sulmona.


 


 
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