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Basilica di Santa Maria di Collemaggio - L'Aquila
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la cui facciata rappresenta il massimo capolavoro dell’arte abruzzese d’ogni tempo, è stata fondata nella seconda metà del sec. XIII anche se gran parte della sua costruzione è continuata ininterrottamente nell’arco di tutto il Trecento. Rifacimenti, ristrutturazioni, trasformazioni e restauri (la maggior parte dei quali in seguito ad eventi sismici) sono proseguiti fino ai giorni nostri con il risultato di uno straordinario intreccio d’architettura e arti decorative che spazia dai fondamentali capisaldi romanici e gotici ad episodi non secondari d’impianto rinascimentale e barocco.
All’interno della Basilica di Collemaggio riposano le spoglie di San Pietro Celestino, che ne fu il fondatore e la cui fama di grande taumaturgo ancora oggi richiama una grande quantità di visitatori attratti dalla straordinaria indulgenza della “Perdonanza”, che lo stesso istituì.
La facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio è stata realizzata tra il '400 ed il '500 con pietre bianche e rosa che disegnano un magnifico sfondo a tre rosoni e tre portali.
All’interno, un importante intervento architettonico risalente ai primi anni 70 del Novecento ha eliminato l’apparato barocco con cui l’intera aula ecclesiale era stata rivestita. Attualmente dunque l’assetto strutturale è quello originario: tre navate, spartite da 16 arcate ogivali poggianti su pilastri ottagonali, copertura a capriate lignee, ricchissima pavimentazione in pietra bianca e rossa con numerose lastre tombali scolpite.
Sulla parete della navata destra sopravvivono alcune nicchie con importanti testimonianze quattrocentesche degli affreschi che un tempo rivestivano l’intero ambiente.
Sulla navata sinistra invece, la parete viene interrotta dall'apertura di un portone spoglio, quasi mesto: è la Porta Santa.
Nel transetto barocco, due grandi altari marmorei accolgono una Madonna con Bambino in terracotta policromata attribuita a Silvestro Aquilano (fine sec. XV) e due tele seicentesche: Decollazione del Battista (Mattia Preti), Promulgazione della Perdonanza (scuola di Pietro Berrettini).
Nell’abside destra, il mausoleo rinascimentale custodisce le spoglie di San Pietro Celestino.
Nell’abside maggiore, un grande coro ligneo di fattura barocca è sovrapposto ad alcune importanti persistenze dell’antico assetto della Basilica. Tra queste, il celebre affresco quattrocentesco (attribuito a Saturnino Gatti) raffigurante l’atto della rinuncia di Celestino V al papato.
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I danni provocati dal sisma del 6 aprile del 2009 |
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