Il Miracolo Eucaristico e Chiese di Lanciano

Lanciano è conosciuta in tutto il mondo per il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi, avvenuto nel secolo VIII, in risposta ai dubbi di un monaco brasiliano, attraverso la trasformazione dell’ostia sacra in carne e del vino in sangue.
Le reliquie del Miracolo Eucaristico sono composte da cinque grumi di sangue e una sottile membrana di carne circolare, conservati in un ostensorio di scuola napoletana, nella chiesa di San Francesco. Alcune indagini scientifiche hanno accertato che nel Sangue sono presenti tutte le proteine caratteristiche del plasma e la Carne è costituita da tessuto muscolare del cuore, appartenenti alla stessa persona.
Ogni anno questo straordinario miracolo richiama migliaia di fedeli.
La Chiesa di San Francesco è stata costruita nel 1258 sul sito di una chiesa preesistente ed è in stile gotico. La facciata, interamente in pietra, conserva la sobrietà delle linee originali. Ha subito molteplici restauri a causa di terremoti e saccheggi ma il lavoro di restauro, compiuto in occasione del Giubileo del 2000, le ha restituito le suggestioni settecentesche. Nel corso dei lavori di restauro sono affiorati dipinti murali sia sulle pareti che sulla volta dei locali adibiti fino a pochi anni fa a negozio e magazzino di ferramenta. Si tratta degli affreschi di S. Legonziano, risalenti al XVI secolo, purtroppo gravemente danneggiati. La volta affrescata è suddivisa in riquadri rappresentanti scene del Giudizio Universale.
Sono molte le Chiese di Lanciano che meritano di essere visitate e prima tra tutte la Basilica di Santa Maria del Ponte, sulla piazza del Plebiscito. Costruita nel XIV secolo, ottenne da Bonifacio IX in più occasioni titoli ed indulgenze. La Basilica prende il nome dalla posizione, poiché è stata costruita sull’antico ponte Dioclezano.
In seguito ad un forte terremoto nel 1088 si avviarono i lavori di ristrutturazione del ponte che portarono alla luce un'antica statua della Madonna col Bambino. L’evento, ritenuto miracoloso, portò alla costruzione di una cappella sul ponte stesso che, per la devozione dei fedeli, divenne qualche secolo più tardi l’attuale Basilica. Ancora oggi la statua è custodita in una nicchia in fondo al presbiterio. La chiesa, ricostruita interamente nel XVIII secolo, ha un impianto neoclassico, in contrato con l’origine medioevale e con l’aggiunta di qualche decorazione barocca. La facciata, costruita su progetto dell’architetto Michitelli, è rimasta incompiuta nella parte superiore. L’interno è a una navata. La volta e le cupole sono state affrescate da Giacinto Diana, detto il Pozzulaniello. Nella Sagrestia custodisce una croce d’argento di Nicola da Guardiagrele del 1422.

La chiesa di Santa Maria Maggiore, nell’antico quartiere di Civitanova, fu costruita sui resti di un tempio dedicato ad Apollo, nel luogo in cui si tenevano le nundianae romane. In realtà gli scavi effettuati durante i lavori di restauro nel 1968, hanno portato alla luce anche consistenti tracce di una chiesa romanica, risalente probabilmente alla fine del XII secolo, trasformata e in parte inglobata nelle modifiche successive.
La costruzione della nuova chiesa è stata certamente avviata nel corso del XIII secolo da maestranze cistercensi – borgognone provenienti dall’Abbazia di Santa Maria Arabona ed è proseguita nei due secoli successivi con molte modifiche. L’imponente facciata gotica ha un bellissimo portale trecentesco del maestro lancianese Francesco Petrini, con la crocifissione scolpita nella lunetta, e due splendidi rosoni. L’interno, restaurato recentemente, è a tre navate in stile gotico. Nella Sagrestia c’è una croce processionale in argento cesellato a smalto di Nicola da Guardiagrele.


La Chiesa S. Agostino risale al XIV secolo. Custodiva i corpi di San Simone e Giuda Taddeo apostoli. La facciata, interamente in pietra, ha la stessa ricchezza delle decorazioni di Santa Maria Maggiore e della scuola del Petrini, una Vergine con il Bambino scolpita nella lunetta del portale ed un bel rosone a ruota della fortuna, di cui resta soltanto l’anello estremo. La restaurazione del portale negli anni novanta del secolo scorso ha portato alla luce tracce di una colorazione tipica dell’architettura medioevale lancianese, con una policromia dal rosso pompeiano, al giallo, all’azzurro.
L'interno è stato completamente modificato nel 1827, e gli affreschi delle pareti coperti di stucco.
L’edificio custodisce una croce processionale ed altre finemente lavorate, un trittico di Polidoro di Renzo, un busto argenteo di San Simone.


 


 

 

 
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