Castello Piccolomini di Celano (AQ) - La corte signorile del Quattrocento
Posto a dominio della valle del Fucino, il castello di Celano è uno dei più importanti esempi in Italia di dimora signorile rinascimentale nata da una fortificazione medievale.
Le origini del castello risalgono a quando Federico II di Svevia in lotta con il conte di Celano e Molise, nel 1223, diede ordine alle sue truppe di rafforzare le fortificazioni sul Colle San Flaviano, ma la costruzione vera e propria risale al 1392 ad opera del conte Pietro Berardi che proseguì la prima opera di realizzazione della torre e delle mura avviata dal padre e dal nonno e costruì il primo piano con le torri agli angoli e il cortile interno. L’opera fu continuata da Lionello Acclozamora che nel 1451 diede vita al piano nobile con il cammino di ronda e portò le 4 torri fino all’altezza che hanno ancora oggi.
Antonio Piccolomini ricevette il feudo da Ferdinando D'Aragona nel 1463 e completò la trasformazione del castello da costruzione militare a dimora signorile, con l’aggiunta di particolari architettonici rinascimentali, sotto l’influenza dell'ambiente artistico nazionale.
Dal 1591 il feudo passò ai Peretti, ai Savelli, agli Sforza Cesarini e agli Sforza Cabrera Bodavilla e dopo l'abolizione dei feudi, avvenuta nel 1806, a diverse famiglie nobiliari, fra le quali i marchesi Dragonetti di L'Aquila, senza innovazioni sostanziali. Al piano terra alcuni ambienti vennero utilizzati per creare una prigione.
L'Ottocento fu il secolo delle grandi trasformazioni sociali con la caduta del feudalesimo e la nascita della borghesia e della Carboneria. A Celano operarono ben due «vendite» carbonare, ciascuna composta da 250 iscritti. Nel 1893 il castello divenne monumento sottoposto alla tutela delle Belle Arti del Regno d’Italia.
Il devastante terremoto che colpì la Marsica nel 1915 danneggiò gravemente anche il castello di Celano che rimase in stato di abbandono fino al 1940. I lavori furono poi interrotti dalla seconda guerra mondiale e dalle vicende drammatiche che ne seguirono. Il 30 aprile del 1950 Celano fu teatro di un violento scontro fra braccianti e forze di polizia, passato alla storia con il nome di «eccidio di Celano», uno dei momenti più significativi della lunga lotta dei braccianti per la cacciata dei Torlonia dal Fucino e per l'attuazione della riforma agraria.
I lavori vengono ripresi nel 1955 e ultimati nel 1960.
A pianta regolare e rettangolare, il castello si sviluppa su tre piani, con le torri d’un piano più alte rispetto al piano nobile, attorno al cortile con portico ad arcate sui due piani e con pozzo nel mezzo. Due sono gli ingressi, di cui uno da ponte levatoio e l’altro sormontato da un arco ogivale .
L’irregolare cinta muraria è spezzata da 16 torrette.
Gli interni si presentano scarni, poiché gli affreschi delle volte sono andati perduti con i terremoti.
Il Castello di Celano oggi è sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino che espone le opere rinvenute nell'area del Fucino durante il prosciugamento del lago nella seconda metà del 1800.
In seguito alla chiusura per il terremoto del 6 aprile del 2009, il castello ha riaperto le sue porte al pubblico nel dicembre dello stesso anno.
Info: MUSEO D'ARTE SACRA
L.go Cavalieri di V. Veneto - 67050 Celano (AQ) tel. 0863-792922