Pettorano sul Gizio (AQ)
Pettorano sul Gizio – un borgo incantato in un mondo che non c’è più
Pettorano sul Gizio è un piccolo borgo di poco più di 1300 abitanti ai piedi del monte Genzana. Il nome sembra discendere dalla forma del paese, a petto di corazza, ma altre interpretazioni lo farebbero derivare da pettorata, termine dialettale per definire una ripida salita, altre ancora lo attribuiscono al greco petra per indicarne la composizione interamente in pietra.
Il territorio è stato abitato fin dal paleolitico, ma il borgo fortificato è nato soltanto nel medioevo. Il castello risale ai longobardi e nel corso del XIII secolo è stato oggetto di una dura contesa tra il regno pontificio e quello borbonico. Riconquistato dagli angioini, Pettorano fu feudo dei Cantelmo per ben quattro secoli tra il 1310 e il 1750, periodo in cui conobbe grande espansione e arricchimento architettonico. Risalgono al XVI secolo il sistema della cinta muraria e le sei porte di accesso, tra le quali merita una visita la porta di San Nicola, che conserva i resti di una torretta di difesa (che probabilmente affiancava tutte le porte cittadine). Se guardate verso la parte più alta dell’arco troverete un affresco di Santa Margherita che sorregge il paese nella mano sinistra e una croce nella destra.
Ai Cantelmo seguirono i Montemiletto fino al 1806, anno dell'abolizione del regime feudale.
Il resto della storia è segnato da una massiccia emigrazione, prima stagionale nelle regioni confinanti, quindi diretta verso Gli Stati Uniti, il Canada e il Sudamerica, che ha ridotto il numero degli abitanti ad un decimo rispetto all’inizio del secolo scorso.
L’abbandono si respira nell’aria e nei vicoli di questo borgo affascinante, inserito tra i più Belli d’Italia, ma quasi severo nella austerità medioevale della pietra delle case e delle stradine.
Alcuni decori e abbellimenti barocchi aggiunti ai palazzi nel periodo d’oro del borgo non ne sminuiscono l’effetto complessivo un po’ indifeso proprio dell’essere stato spopolato. Se deciderete di passeggiare per le strade di Pettorano, vi sentirete parte di quest’incantesimo e sentirete nostalgia per un mondo che non c’è più ma che vi sembrerà ancora di sentire.