Opi (AQ)

Opi non è tra i più visitati e celebri paesi del Parco Nazionale d’Abruzzo e forse anche per questo ha un incanto senza pari.
Più che in altri luoghi, pur molto vicini, ad Opi, così semplice ed essenziale, sembra di vivere fuori dal tempo. Il borgo sorge su uno sperone roccioso tra i monti Marsicano, Monte Petroso e Meta. Ottimo punto di partenza per escursioni in tutte le stagioni, d'inverno offre anche la possibilità di fare sci di fondo.

Le origini dell’abitato sono antichissime, come testimoniano i resti della necropoli nella Val Fondillo. Il paese sorge sul sito dell'antica Ope, al confine tra le terre dei Marsi e dei Sanniti, e il suo nome potrebbe esser stato dedicato alla dea dell'abbondanza Ope, sorella e moglie di Saturno , figlia del Cielo e di Vesta oppure potrebbe derivare dal latino OPPIDUM, castello fortificato.
Che Opi fosse stata considerata nell'antichità "città sacra" sembra comunque trovare conferma anche nei nomi di alcune sorgenti, presso le quali si scorgono resti di remoti insediamenti, che conservano il riferimento alle ben note divinità pagane a cui erano state dedicate, come nel caso della Fonte di Giove o della Fonte Vertuno, riferita al Dio Veltunno, o ancora della Fonte Triareccia riferita al mito della Dea Luna Triforme. L’attuale conformazione risale all’alto medioevo e ha motivazioni difensive.
Feudo dei Di Sangro, dei D’Aquino, proprietà della Marchesa Isabella D'Avalos e della famiglia Rossi, Opi fu in costante conflitto con Pescasseroli fino agli inizi dell’’800 Le case, tutte raggruppate, conciliavano la necessità abitativa con quella di sorvegliare gli animali: due piani verso l’interno del paese per la famiglia, due piani verso l’esterno, utilizzati come stalla e come fondaco.

Da visitare:
il palazzo secentesco del Municipio, la splendida torre campanaria, la chiesa di S. Maria Assunta e la Cappella di S. Giovanni Battista (definita di “un sobrio barocco abruzzese”)


Manifestazioni
Le manifestazioni sono prevalentemente di carattere religioso. Nella prima domenica di giugno si festeggia il Corpus Domini e il paese viene ornato con tappeti di fiori grazie al lavoro dei paesani
Il 24-25 giugno si festeggiano San Giovanni Battista e San Vincenzo Ferreri, patroni e protettori di Opi.

Curiosità:
Il giorno di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, si rinnova lo scambio dei 'cicciotti', un miscuglio di grano, fave secche, ceci e mais lessati.

 


 
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Il Museo e l'Area faunistica del Camoscio. Ufficio operativo del Parco nazionale d'Abruzzo tel.0863/910715
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