Navelli (AQ)
Navelli è uno dei borghi più belli e più conosciuti dell’Aquilano. Il sisma del 6 aprile del 2009 ha causato gravi danni al suo patrimonio artistico e a tutto il suo territorio, soprattutto nella zona di Civitaretenga dove si sono verificati molti crolli.
Secondo molti il suo nome deriverebbe da nava, cioè “conca”, dalla forma del terreno in cui è sorto il primo insediamento, altri invece lo fanno risalire all’unione di nove ville in un unico castello. Fu fondato in epoca medievale dagli abitanti di vari villaggi che per scopi difensivi decisero di riunirsi sulla collina in unico abitato e a tal fine costruirono una fortezza e intorno ad essa le loro case.
Il castello di Navelli appartenne alla Diocesi di Valva e nel 1269 partecipò alla fondazione del Comitatus Aquilano nel Quarto di Santa Maria. Papa Martino V lo cedette alla diocesi dell’Aquila per sedare i conflitti relativi al pagamento delle decime nel 1424.
Nel dicembre del 1456 un terremoto distrusse numerosi edifici. Nel 1498 il Castello di Navelli fu cinto dalle mura. Nel 1703 un altro terremoto cambiò di nuovo il volto della città.
Il piccolo borgo medioevale va esplorato passeggiando per le viuzze, alla scoperta delle porte, delle case mura e degli edifici più sontuosi nascosti dalle strade in pietra.
Palazzo Santucci, lesionato dal terremoto, è così chiamato in onore degli ultimi proprietari. Sorto sulle rovine del castello, è stato ultimato nel 1632. Un ampio cortile con pozzo centrale apre a una scala a due rampe che conduce al loggiato. L’area esterna probabilmente doveva essere circondata da un fossato e da mura che nel tempo sono state completamente inglobate dagli edifici. Dal cortile posteriore si arriva alla chiesa di San Sebastiano, che custodisce una bellissima croce processionale del ‘300, costruita su una preesistente chiesa dedicata a San Pelino, protettore del borgo, il cui campanile fu ricavato da una torre di avvistamento del castello ed è stato danneggiato dall’ultimo sisma nella parte superiore. La Chiesa ha subito lesioni gravi alle volte e alle colonne, i tiranti delle volte sono spezzati e anche l’organo gravemente danneggiato. Il nucleo originale risale al medioevo. Ha tre navate e tredici altari. All’interno vi sono pregevoli decorazioni a stucco.
Palazzo Onofri fu costruito nel 1498 insieme a Porta Villotta ed è stato ristrutturato completamente dopo il terremoto del 1703. Conserva pregevoli soffitti a volta decorati ed una cappella gentilizia. Nel palazzo c’è una caratteristica loggia che affaccia sulla piana.
Palazzo Cappa fu fatto costruire dalla famiglia dei Mancini nel 1500. L'aspetto attuale risale alla ricostruzione post terremoto del 1703 ed è il risultato della fusione di una serie di case a schiera e case-mura. L’edificio è su tre livelli e d ha una bellissima loggia con archi a tutto sesto che poggiano su colonne che sorreggono una copertura in legno
Villa Francesconi, in contrada San Rocco è una delle costruzioni architettoniche più interessanti. Costruita nel 1752 dal Barone Giovanni Francesconi per la figlia Marianna conserva tele del Bergami e di Amedeo Tedeschi. Una scala imponente conduce al piano superiore, in cui c’è una cappella gentilizia. Al centro del cortile c’è un pozzo in pietra
La chiesa della Madonna del Rosario fu costruita nel 1500 ma subì un importante rifacimento dopo il terremoto del 1703 ed è per questo che in essa dominano le forme barocche. Tele di pregio affrescano le volte con scene del paradiso
La Chiesa di Santa Maria in Cerulis risale all’XI secolo e sorge su un antico tempio dedicato alla dea Cerere. Purtroppo quest’ultimo terremoto ha causato il crollo della volta sopra l’altare maggiore, dell’altare posteriore ed altre gravi lesioni alle colonne e alle volte così come agli affreschi custoditi.
Ancora più gravi sono i danni subiti dall’abitato di Civitaretenga in cui alcuni edifici sono completamente crollati, come la Torre Civica ed altri hanno subito lesioni importanti, come la chiesa di San Salvatore e quella di Sant’Egidio