Storia e architettura - Scanno (AQ)


L’origine del nome Scanno potrebbe derivare dal latino scamnum, sgabello, per la somiglianza del colle su cui sorge ad una panca. Scanno, infatti, era abitata già in epoca romana, molto probabilmente scelta come luogo di villeggiatura di nobili .
Scanno è anche permeata degli influssi della cultura saracena ed ottomana che si leggono nei drappeggi degli antichi e sontuosi abiti femminili. Il borgo passa, nei secoli, da un feudatario all'altro: è sottomesso ai Conti di Valva, ai Di Sangro, ai D'Aquino, ai D'Avalos, ai De Pascale, ai D'Afflitto e infine ai Caracciolo e si arricchisce soprattutto grazie all’industria dell’allevamento delle pecore e alle attività correlate. Nel complesso Scanno è per atmosfera probabilmente la più borbonica cittadina d’Abruzzo.
La cultura del bello si può apprezzare nell’atmosfera complessiva del luogo, in gran parte determinata dagli scorci suggestivi sull’esterno, dai lunghi gradoni, dai ricchi portali e dagli archi.


Il monumento più importante è la chiesa parrocchiale di S. Maria della Valle (XIII sec), con una facciata ornata da un bel portale romanico. All’interno meritano di essere ammirate le due acquasantiere con bassorilievi di marmo statuario opera di artisti di Pescocostanzo della prima metà del sec. XVIII, il mausoleo di S. Costanzo, a destra di chi entra e il battistero, alla sinistra , risalente al primo barocco.
Nella zona più antica ed alta del paese, quella di Torre Vecchia c’è la bella chiesa di San Eustachio, patrono di Scanno, nella quale è conservata la statua della Madonna con il volto bruno (sec. XV). La prima chiesa di Scanno fu demolita nel 1693 e ricostruita a spese dell'Università e dei fedeli nel 1712, come si rileva da una iscrizione interna la porta d'ingresso.
Nei pressi dell’arco* della Nocella si trova l’ex chiesa della Madonna delle Grazie, con armoniose decorazioni settecentesche a stucco.


La Chiesa di S. Antonio da Padova ha un portale del tardo Cinquecento e un interno barocco, affrescato nei primi decenni del XVIII secolo da Giambattista Gamba.
Meritano attenzione anche le numerose case private, tra le quali, in particolare, Palazzo Rienzo che, realizzato tra i secoli XVII e XVIII , è stato originariamente sede dell'Università (Municipio) di Scanno, e poi abitato dai feudatari D’Afflitto e Caracciolo. L’aspetto attuale è quello conferitogli con i lavori di ristrutturazione eseguiti in occasione delle nozze di Francesco Di Rienzo nel 1900. La facciata è alta e stretta e assomiglia incredibilmente ad un volto umano per la distribuzione delle finestre e delle aperture circolari nella parte superiore. L’elemento di maggior spicco è l’imponente portale. L’interno conta molti atri e cortili, il cui numero è determinato probabilmente dai vari lavori di trasformazione succedutisi nel tempo ed è ricco ancora di alcuni drappeggi originali di fine Ottocento.
Tra gli ingressi cittadini, l’unico sopravvissuto è Porta della Croce, che immette in via Napoli. 


* Nel borgo ci sono due tipi di archi: alcuni, appartenenti all’antica cinta muraria, risultano delle vere e proprie porte d’accesso al paese mentre altri hanno funzioni di collegamento tra gli edifici.

 

 


 

 
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