Visitare - Pettorano sul Gizio (AQ)

Visitare Pettorano sul Gizio significa iniziare la visita dal castello.
Il castello di Pettorano sul Gizio fu costruito nel corso dell'XI secolo in una posizione particolarmente strategica, a controllo del passaggio tra la Valle Peligna e la Valle del Sangro. La sua torre centrale risale ai longobardi ma solo in epoca angioina fu arricchita dalla cinta muraria e dalle torri circolari. Nella seconda metà dell'Ottocento erano ancora visibili le quattro torri angolari, sebbene il castello fosse già fortemente degradato e si fossero perse le tracce del fossato che lo cingeva. Negli ultimi anni del secolo scorso ha subito un importante restauro
Palazzo Cantelmo è stato dimora della famiglia che per secoli ha governato il paese e nella facciata ne ospita ancora lo stemma, inciso nella pietra, vicino ad un’antica meridiana con una cornice che contiene segni zodiacali e altri elementi celesti. Il palazzo oggi ospita il municipio. Ha una forma ad U con il lato aperto verso la vallata del Gizio. Nel cortile ospita una bella fontana
La Castaldina, il palazzo barocco dei Castaldi, amministratori della famiglia Cantelmo. Nel 1770 venne ristrutturato da Filippo De Stephanis. Portali e finestre lavorati impreziosiscono la facciata tripartita, insieme ai balconi arrotondati in ferro con decorazioni floreali
Palazzo Croce, conserva al suo interno l’unico frammento rinvenuto in Occidente dell’Editto di Diocleziano (301 d.C.)
Palazzo Vitto-Massei, ancora ben conservato nei suoi elementi architettonici e decorativi originari, ospitò re Ferdinando di Borbone nel 1832.
La Chiesa Madre, probabilmente risultante dalla fusione di due complessi architettonici dedicati a San Dionisio e a Santa Maria, dopo il terremoto del 1456. Ha subito un incendio devastante nel 1694 e ulteriori gravi danni nel terremoto del 1706.
Sullo stesso lato della Chiesa Madre venne costruita nel 1897 una fontana ornamentale con due statue in bronzo raffiguranti le divinità Nettuno ed Anfitrite
Meritano una visita anche la piccola chiesa di San Nicola, fuori dalle mura, e la chiesa della Madonna della Libera, da cui le rue conducono alla vallata del fiume Gizio attraverso interessanti stratificazioni architettoniche.

 

La Riserva Naturale del Monte Genzana
Si tratta di una sorta di corridoio ecologico tra il Parco Nazionale d'Abruzzo ed il Parco Nazionale della Majella. E’ interamente compresa nel territorio di Pettorano sul Gizio, copre un’area di poco più di 3000 ettari ed è gestita da Legambiente e dal Comune.
Nell’area vivono l'orso, che ne è anche il simbolo, il lupo, la volpe, il tasso, la martora, il gatto selvatico, il capriolo, il cervo, lepri e scoiattoli, in una vegetazione dominata da roverella e faggio.
Suggeriamo una comoda passeggiata che va da Pettorano a Santa Margherita in Valle, attraverso un itinerario segnato di circa 1h e 15. Oltre alla magnifica vista sul centro storico, si sfiorano le aree faunistiche degli anfibi e del capriolo.


 


 

 
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