Visitare - Pescocostanzo (AQ)
Visitare Pescocostanzo è come fare un tuffo nel passato. Il centro storico è un susseguirsi di palazzi, chiese e monumenti rinascimentali e barocch.Tutto è così ben conservato che in questi luoghi l’alternarsi dei secoli sembra sia avvenuto per passaggi naturali, senza scossoni e stravolgimenti. Rimangono immutate le case tipiche (i vignali) con le gradinate e i pianerottoli esterni, separati da muri frangivento, i palazzetti ornati da portali e finestre in pietra lavorata, le botteghe degli artigiani del centro.
La Chiesa Colleggiata dell’Assunta, oggi Basilica dedicata a S. Maria del Colle, ha un’architettura imponente romantico-rinascimentale. Fu distrutta dal terremoto del 1456 e ricostruita e sottoposta a continue modifiche nei secoli successivi. All’interno, le 5 navate danno un’impressione di grandiosità e il soffitto a cassettoni in legno scolpito e con la volta dorata, rapisce lo sguardo. Gli affreschi, gli stucchi e gli altari lignei nascondono veri e propri tesori dell’arte rinascimentale. Racchiude in sé tutta la storia dell'artigianato locale.
Palazzo Fanzago. Fu costruito nel 1624 come convento di clausura per le religiose di Santa Scolastica. Progettato da Cosimo Fanzago è un edificio maestoso che nella facciata non ha finestre, vietate dalla clausura, ma sei grandi nicchie barocche, a protezione dell'isolamento claustrale, e il tetto incorniciato da mensole in legno a forma di draghi.
Ospita il museo dell’artigianato artistico e della scuola di tombolo
La Chiesa di Gesù e Maria, fondata nel 1611, con un grandioso altare maggiore in marmo Opera di Fanzago e l’annesso Convento dei francescani
Il Palazzo del Governatore, in Piazza del Municipio e il Palazzo comunale su una cui parete laterale sono infisse le lapidi dei Capitoli amministrativi approvati da Vittoria Colonna nel 1507.
I Palazzi Rinascimentali delle ricche famiglie del passato: Grilli(sec. XVI), Coccopalmeri (sec. XVII), Ricciardelli(sec. XVI), Colecchi(sec. XVI), D'Amata, Schieda.
Il tombolo. Sono ancora fiorenti le antiche tradizioni artigianali, come l’oreficeria in filigrana, il ferro battuto e la lavorazione del legno (grazie a una scuola di eccellenti intagliatori)
Il tombolo, però, è la più conosciuta delle arti di Pescocostanzo. la sua lavorazione si diffuse alla fine del XV secolo, grazie alle mogli dei maestri muratori lombardi che si trovavano qui per rimettere a nuovo il paese dopo il tragico terremoto del 1456. Oggi un intero museo è dedicato ai merletti e alla lavorazione artigianale, con una ricca esposizione di lavori antichi, un prezioso catalogo di motivi del primo ‘900, una collezione di utensili da lavoro. All’interno è possibile acquistare anche alcuni lavori e disegni.
Le donne di Pescocostanzo lavorano in genere per conto terzi, ma qualcuna ancora vende direttamente a casa i suoi preziosi merletti realizzati anche su disegno.
Le trine di Pescocostanzo si diffusero e furono apprezzate in Italia e all’estero a partire dagli inizi del ‘900. Seguono due metodi di lavorazione: ”rinascimentale”, con ampie volute e motivi floreali, ”punto antico” con la ripetizione di motivi propri della tradizione come: la giara, l’aquila, la rosa, i pesci etc. Oggi la diffusione e il compito di tramandare questo tipo di lavorazione alle nuove generazioni è affidato alla scuola comunale.
Il Bosco di Sant'Antonio
La Riserva del Bosco di Sant’Antonio, gestita dal comune di Pescocostanzo, è ideale sia per il trekking che per lo sci di fondo. E’ stata la prima area naturale regionale ad essere istituita in Abruzzo e nei suoi 550 ettari ospita una faggeta d’alto fusto circondata da campi coltivati ed aceri e pini selvatici secolari. D’inverno la Riserva è percorsa da un interessante anello per lo sci da fondo, con tracciati tra i più conosciuti della regione, serviti da scuola sci, noleggio attrezzature, sciolinatura e punto di ristoro.
Al margine meridionale del bosco c’è l’eremo di Sant’Antonio, una suggestiva cappella rurale, di origine medievale, con un piccolo campanile a vela, ancora oggi meta di pellegrini, in particolar modo il 13 giugno, festa del santo.
Eremo di San Michele Arcangelo
L'eremo di San Michele Arcangelo si trova a soli 4 km da Pescocostanzo, ai piedi del monte Pizzalto, in località Pedicagna, in zona comodamente raggiungibile da tutti.
Se ne ha notizia già nel 1183 in una Bolla di papa Lucio III, ma probabilmente l’origine è più antica ed è legata al culto di Ercole. Con il diffondersi del Cristianesimo e per la presenza dei Longobardi nell'area, il luogo di preghiera fu dedicato a San Michele Arcangelo.
La parte frontale è strutturata ad angolo. La facciata principale chiude la grotta che ospita la chiesa e la cappella funebre dei Ricciardelli. La facciata laterale più piccola chiude invece la zona abitativa, con due stanze disposte su due livelli, realizzata come ricovero di pastori transumanti.
L'interno della chiesa è pavimentato con lastre in pietra, in contrasto con la volta nella roccia originale e presenta una balaustra finemente lavorata, sempre in pietra locale, a chiudere la zona più interna in cui troverete un piccolo altare ed una nicchia che ospitava la statua di San Michele Arcangelo.
Informazioni: Municipio tel. 0864-640003