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Opi (AQ)
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A piedi o a Cavallo |
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Andata e ritorno in circa 3 h ½. Itinerario segnato F1 e F2 PNA. Escursione per tutti. Possibile in ogni periodo dell’anno. Il sentiero risale lungo il torrente Fondillo, ricco di trote, che versa le sue limpide acque nel Sangro. Le sponde del corso d'acqua sono ammantate da una ricca vegetazione in cui spiccano i salici e le bellissime faggete
Quella della Val Fondillo è tra le passeggiate più piacevoli nell’alto Sangro. Ricca di acque limpide, faggeti e pascoli erbosi, questa valle era un tempo raccordo verso sud per le popolazioni sannite che vi si insediarono, costruendo vicino al fiume una necropoli.
Dal bivio di Opi si segue la statale 83 Marsicana fino al bivio della Val Fondillo, in cui si lascia la statale per raggiungere il parcheggio a pagamento nei pressi dell’antica segheria, un edificio in mattoni.
La strada sterrata pianeggiante è indicata dai segnavia F2 PNA fino a. Grotta Fondillo dove, a sin. Si lascia il sentiero F1, ben evidente, che porta al monte Amaro di Opi. Tale sentiero più faticoso e ripido, si trova all’interno della Riserva Integrale ed è percorribile solo a numero chiuso (max 15 persone) nella parte centrale dell’estate. Tornando sui nostri passi, presso la grotta Fondillo proseguiremo sulla sterrata che si avvicina al fiume fino a superare un rimboschimento di abeti e raggiungere un piccolo rifugio in pietra, collegato all’altra riva del fiume da un ponticello in legno. Dalla Grotta di Sfranatara si prosegue sulla sinistra percorrendo una stradina pietrosa e superando una macchia di abeti. Poco prima di giungere al Passaggio dell’Orso si incontra sulla destra un bivio con l’indicazione per la grotta delle Fate. Scendendo per una scalinata fatta di lunghe radici di faggi, si giunge alla Grotta, una cavità bassa e lunga dalla quale sgorga un'acqua pura e trasparente, sempre ghiacciata. Tornando sul sentiero si prende il sentiero che piega a sinistra In quest’area è relativamente facile incontrare dei cervi soprattutto nei periodi in cui i sentieri sono meno battuti come durante la primavera, dopo lo scioglimento delle nevi e alla fine dell’estate-inizio dell’autunno, prima delle nevicate.
In breve tempo si sbuca sull’ampia valletta del Passaggio dell’Orso, da cui la mulattiera prosegue verso i Tre Confini e la Madonna di Canneto
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A piedi |
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Da Opi, Barrea o Villetta.
L'inizio del sentiero dista 8 km. da Opi; km, 7 da Barrea e 2 kmda Villetta Barrea. Dal bivio di Opi o da Villetta Barrea si percorre la statale Marsicana 83 fino al casone Antonucci e al bivio della Camosciara. Si lascia la statale e superato il ponte sul Sangro, si parcheggia nello spazio previsto a pagamento.
Fino alle cascate il percorso è di circa 30 minuti, 60 fino al Belvedere della Liscia.
La Cascata delle Tre Cannelle
La Camosciara è il nucleo storico del Parco Nazionale d’Abruzzo. Una delle valli più ripide, dominata dal Balzo della Chiesa e dal Monte Sterpidalto, che ha ospitato all’inizio del ‘900 buona parte degli orsi e dei camosci sopravvissuti. Oggi che il parco è molto più grande continua ad esserne il cuore. La strada asfaltata è stata chiuse alle auto ed è piacevole da percorrere in bici. Il sentiero per le cascate deve essere percorso a piedi.
Dal parcheggio si segue la strada asfaltata fino al piazzale della Camosciara, da cui partono due sentieri. Il sentiero-natura G5 sale nella faggeta ed entra nella gola rocciosa, da cui si raggiunge la Cascata delle Tre Cannelle.
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L’altro sentiero che parte dal piazzale della Camosciara, indicato dal segnavia G6, sale attraverso i tornanti lungo una bellissima faggeta e compie una traversata a mezza costa, da cui si ammira un bel panorama sulle Cascate delle Ninfe. Da qui il sentiero torna al fondovalle, costeggia il greto del fosso e sale al Rifugio Belvedere che a dispetto del nome non offre una vista spettacolare, ma trova il suo più grande spettacolo nella faggeta da cui è circondato. Oltre il Rifugio non è consentito andare.
In queste zone è possibile avvistare i camosci che sono stati definiti come i più belli del mondo. D’ estate il loro mantello è marrone chiaro con la mascherina scura, d'inverno assume delle ampie sfumature bianche sulla gola ed ai lati del collo
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Info |
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Il Museo e l'Area faunistica del Camoscio. Ufficio operativo del Parco nazionale d'Abruzzo tel.0863/910715 |
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GPS |
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coordinate satellitari:
N 41°46'51.50"
E 13°49'47.07"
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