Visitare - Abbateggio (PE)

La chiesa della Madonna dell’Elcina sorge su un colle a poca distanza dal centro abitato. La leggenda vuole che sia stata costruita come ringraziamento alla Vergine per aver donato la parola a due pastorelli muti, dopo essere loro apparsa su un leccio (elce), alla fine del 1400. Ai piedi dell’albero sarebbe apparso un quadro che rappresentava la Madonna stessa con in braccio Gesù Bambino.
La facciata è in blocchi di pietra, le mura sono medievali. L’interno è a tre navate con uno stile neoclassico.
All’interno della chiesa, ristrutturata nel 1927, sull’altare maggiore, è conservata una statua di 130 centimetri, in terracotta policroma, raffigurante una Madonna con il Bambino (XV sec). Sotto l’altare c’è un tronco d’albero che i parrocchiani raccontano che sia parte dell’albero dell’apparizione e, sulla sinistra, c’è un quadro raffigurante una Madonna con Bambino che gli stessi parrocchiani vorrebbero come lo stesso del miracolo, ma che risale al 1600.

Le altre Chiese: meritano una visita anche la piccola Chiesa della Madonna del Carmine, recentemente ristrutturata (l’altare è stato riconsacrato nell’estate del 2006) e la Chiesa di San Lorenzo Martire. Quest’ultima si trova nel centro del paese e risale al 1600, anche se fu radicalmente ristrutturata nel 1817. Ha una sola navata ed è a pianta rettangolare. La facciata è rinascimentale con un bel portale quattrocentesco. L’interno è in stile barocco moderno con rosoni e stucchi, probabilmente opera di Pietro Francesco Canturio. Il campanile, di pianta rettangolare custodisce una scala a chiocciola interamente in pietra.

 

La Valle Giumentina e i THOLOS

La Valle Giumentina è uno dei siti archeologici più interessanti di tutto l’Abruzzo, per quel che concerne il Paleolitico inferiore e medio. Gli scavi guidati dal professor Radmilli dell’Università di Pisa negli anni 1954-55 hanno portato alla luce l’esistenza di un lago prosciugatosi 40.000 anni fa, che fu un riferimento per insediamenti umani, di cui si trova traccia negli abbondanti reperti in ciottoli e selce, per lo più adatti a colpire le prede.

Verso la Valle Giumentina, sulla sinistra, c’è un gruppo di capanne a tholos, in pietra a secco, costruite da pastori e contadini per riparsi e riparare gli attrezzi
La costruzione più grande è l’unica a due piani, alta otto metri e larga cinque, ma ci sono altre costruzioni più piccole e resti delle mura che li circondavano. In quest’area se ne contano circa 500 e la Maiella, più in generale, ne ospita il 75% degli esemplari diffusi in Abruzzo e disposti fino ai 1850 m di altitudine.
Altri complessi interessanti si trovano a La Valletta e a Colle della Civita.
Le capanne sono di difficile datazione poiché sono state ricostruite o rafforzate in maniera continuativa dai pastori. Sono tutte circolari, con un piccolo ingresso. L’uso più antico è di tipo abitativo e solo successivamente sono state destinate a magazzini o a ricoveri per animali.
Solo mezz’ora di cammino separa la Valle Giumentina dallo spettacolare eremo di San Bartolomeo in Legio.

Altri siti archeologici si trovano nella Valle di Lejo, in ci trova l’ Ecomuseo della Majella - Valle del Lejo, con gli attrezzi e la riproduzione dei pozzi delle miniere di bitume, abbandonate negli anni ’60 dagli emigranti, molti dei quali proprio per le miniere del Belgio, del Lussemburgo e dell’ l’Inghilterra
Il sito archeologico di Col di Gotte ha portato alla luce resti di un complesso del I-II secolo a.C., probabilmente un santuario dedicato ad Ercole.
In contrada Sant’Agata gli scavi hanno invece portato alla luce un altare votivo di una chiesa altomedievale al quale le donne si recavano per propiziarsi la fecondità e l’abbondanza di latte
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