Castelvecchio Subequo (AQ)

Castelvecchio Subequo è un delizioso borgo di poco più di 1100 abitanti, nato come fortificazione medievale a difesa degli abitanti dalle invasioni barbariche. In realtà l’origine di Castevecchio Subequo è legata a un insediamento romano identificato con il Municipium di Superaequum, uno dei tre municipii Peligni con Corfinivm (Corfinio) e Svlmo (Sulmona),

Dell'antica città romana, sono venuti alla luce resti di abitazioni con pavimenti a mosaico, strade lastricate e edifici sacri, tra cui uno dedicato ad Ercole Vincitore, tracce di un acquedotto e di un complesso termale, frammenti di fregi con ghirlande, alcune epigrafi, una testa di Tiberio giovane, una testa di Druso, una testa di Livia, una statua frammentaria di Marte, una statua frammentaria di Artemide, molte monete, alcune anfore, numerosi bronzetti e, su Colle Caprella, anche resti di cinta muraria.
Una Catacomba Paleocristiana è stata scoperta su Colle Moro, risalente al IV-VI secolo d.C..
Tra il 643 ed il 774 sotto il dominio longobardo Castelvecchio Subequo venne annesso al Ducato di Spoleto.
Tra il XIII e il XV secolo fu feudo dei Conti di Celano, che avviarono la costruzione del Convento di S. Francesco fuori le mura. Nel 1216 San Francesco ricevette, infatti, in dono dai conti di Celano, presso i quali era ospite, la chiesa di Santa Maria. Nel 1267 si diede inizio all'ampliamento della chiesa e alla costruzione di un convento in cui nel 1294 si fermò Pietro del Morrone, futuro Papa Celestino V, nel suo viaggio verso L'Aquila per essere incoronato. Agli inizi del XIV secolo nacque e fiorì nel convento di S. Francesco una importante scuola teologica e filosofica. Nella cappella di San Francesco nel 1379 furono eseguiti dei bellissimi affreschi narranti la vita di San Francesco, ad imitazione di quelli giotteschi in Assisi.
Il feudo di Castelvecchio Subequo fu posseduto dal 1484 dai Piccolomini, passò poi ai Colonna, ai Pietropaoli e nel 1789 ai prìncipi Barberini.

Nel tempo l’edificio dedicato a San Francesco ha subito importanti modifiche che hanno cancellato l’antica chiesa gotica ma che hanno comunque introdotto elementi di pregio come l'altare di San Francesco sul transetto di destra e lo splendido altare maggiore commissionato dai baroni Pietropaoli.
Anche la facciata della chiesa, rielaborata nel 1647 a terminazione piana, nel 1927 è stata modificata per essere ridotta a tre spioventi.


Purtroppo il terremoto del 6 aprile del 2009 ha causato gravi danni a tutto il centro e, accanto ad abitazioni completamente crollate, sono stati seriamente danneggiati palazzi di notevole interesse storico-architettonico – come palazzo Castellato, palazzo Lucchini, palazzo Angelone, palazzo Valeri - così come le chiese di S. Giovanni e di S. Francesco.


 


 
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