Barrea (AQ)

Barrea è un piccolo borgo medievale arroccato su uno sperone a 1066 metri, affacciato sull'omonimo lago tra le più belle montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo, fra i monti della Meta e il monte Greco.
L'origine del nome Barrea risale a "Vallis Regia", territorio che comprendeva l’alta valle del Sangro, tra Barrea ed Opi, trasformato poi dialettalmente in 'Varreia' e da qui in Barrea.
La storia di Barrea come centro abitato inizia intorno all’anno mille, ma nel territorio ci sono tracce di insediamenti umani già dal Neolitico. I romani si sono succeduti ai sanniti, ma solo agli inizi del VIII secolo i benedettini eressero nella valle un monastero dedicato a S. Michele Arcangelo, patrono dei longobardi, distrutto dai saraceni all’inizio del X secolo.

Nel 1017 l’abbazia di Montecassino ricostruisce il monastero e promuove la raccolta della popolazione della valle in un borgo difendibile, dando il via al primo nucleo dell’abitato di Barrea a strapiombo del fiume Sangro, destinato a diventare un groviglio di case inespugnabili, protette dalla natura, chiuse da due porte d'accesso e sorvegliate da due torrioni difensivi, la Torre Rotonda e la Torre Quadrata.
Negli anni seguenti, il potere monastico viene eroso dalle pretese della nobiltà feudale. I di Sangro diventano i primi feudatari di Barrea, seguiti dai Caldora, dai D’Afflitto e dai Caracciolo, fino alla fine del regime feudale nel 1806.

La storia di Barrea è poi segnata dal brigantaggio e dalla resistenza armata dei filo-borbonici nel periodo post-unità d’Italia. Durante la II Guerra Mondiale il paese subisce saccheggi e distruzioni devastanti, ma è tutto il secolo scorso ad essere caratterizzato dal declino e dall’emigrazione, nonostante l’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo e la realizzazione del lago.
Una passeggiata nel borgo medievale lungo le stradine selciate con i massi originali richiede una visita al Castello del XII secolo costruito per volere dei Di Sangro e allo “Studio” eretto dai benedettini nel 1081, una sorta di convento fortezza. Merita una sosta anche la chiesa di San Tommaso del XIII secolo con la pianta a tre navate e un interno decorato con stucchi e dorature in stile barocco Luigi XV.


 


 
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